10/08/2005 Falsi invalidi? Possono essere insultati
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Dire scansafatiche ad un falso invalido, ingiuriarlo, non è reato. Chi si finge inabile per avere un assegno che non gli spetta, per la Cassazione, «ha un atteggiamento riprovevole, contrario al vivere civile». Dunque - è stato stabilito mandando assolto il presidente di una casa di cura di Rovigo - l’ingiuria non sarebbe ingiuria ma una semplice sottolineatura della asocialità di chi vive alle spalle della collettività. Certo il giudice non intendeva autorizzare ogni genere di insulto che la fantasia possa suggerire: un falso invalido non perde il diritto alla sua integrità di persona per il fatto di essere un furbone della specie peggiore (quanti poi, si potrebbero a buon diritto insultare?). L’insulto ha da essere pertinente. Si rassicuri, dunque, l’esercito di falsi invalidi che, ci rivela un’inchiesta, dal 2000 al 2005 avrebbe sottratto alle casse pubbliche 3 milioni e settecentomila euro. Alcuni fra questi indagati sarebbero invalidi completamente falsi. Altri, semplicemente non troppo veri. Avrebbero pagato per essere giudicati ancora più malandati rispetto alla realtà, una specie di miracolo al contrario per il quale, dicono gli inquirenti, bastava passare una mazzetta alla persona giusta: in cambio cresceva l’assegno. Napoli, purtroppo, è finita nei titoli nazionali per una intera famiglia di storpi e doloranti, venti persone. Si rassicurino tutti quanti. Al massimo potranno dire loro «scansafatiche». Ma tanto siamo abituati a dimenticare presto.
Fonte:IL Mattino di napoli
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