03/08/2005 Un’odissea per l’esercito dei veri disabili
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Il Mattino di Napoli.
IN CAMPANIA PRESENTATE NEGLI UFFICI OLTRE 250 MILA PRATICHE
Occorrono sei mesi per le verifiche mediche delle Asl e quelle fiscali.
Sono poco meno di settantacinquemila gli invalidi civili a Napoli, quasi un terzo del totale su base regionale. In Campania, per i quasi 260mila invalidi la spesa annua supera il miliardo di euro: un dato che rappresenta l’8% dell’intera spesa previdenziale e l’1,27% del Pil. Numeri e percentuali per fare luce su un fenomeno dai lati oscuri. Cifre che possono far riflettere all’indomani della conclusione del primo troncone di inchiesta sui falsi invalidi, che ha visto il coinvolgimento di oltre cento persone, in una truffa di dimensioni significative: quasi 4 milioni di euro sottratti alle casse dell’Inps nell’arco di cinque anni, dal 2000 al 2005. L’iter per l’assegnazione di un assegno di invalidità civile è stato modificato nel 2002. In precedenza, la trafila prevedeva la presentazione della domanda alla Commissione medica provinciale, presso il ministero del Tesoro, e poi il trasferimento della pratica alla Prefettura. Nel 2002, invece, c’è stato il passaggio di consegne alle Asl e agli uffici comunali. Il territorio urbano è stato suddiviso su base policircoscrizionale: San Giovanni, Ponticelli, Arenella, Chiaia, Fuorigrotta e Secondigliano. A queste sei, si sono aggiunte quest’anno Scampia e Soccavo. Il cittadino deve presentare la domanda all’Azienda Sanitaria Locale, che si occupa della verifica degli aspetti strettamente medici, attraverso accertamenti di vario genere in base alla tipologia della richiesta. I requisiti per ottenere un assegno ordinario di invalidità sono l’infermità fisica o mentale tale da provocare una riduzione permanente della capacità di lavoro inferiore a un terzo «in occupazioni confacenti alle attitudini del lavoratore». Successivamente interviene il Comune, che deve dare attuazione concreta alla richiesta attraverso un decreto dirigenziale, dopo aver eseguito verifiche di natura fiscale e sulla struttura del nucleo familiare. Il trasferimento dei dati all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale permette quindi l’erogazione dell’assegno. Generalmente un iter di questo tipo prevede un attesa media tra i cinque e sei mesi, la maggior parte dei quali serve all’Asl per le verifiche del caso. Di solito è invece più rapido il passaggio negli uffici comunali. Nell’ultimo anno, sono circa novemila le nuove domande per beneficiare dell’assegno ordinario di invalidità già approvate dall’Azienda Sanitaria Locale. gu.ar.
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