L'INSEGNANTE NON NASCE SALVATORE
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Autore: Giuseppe f
L'insegnante non nasce salvatore, nemmeno lo diventa piegandosi a particolari studi di psicologia o sociologia. L'insegnante comunica ad altri ciò che è, e il suo paragone con le cose di cui la realtà è fatta.L'insegnante sa che può educare se per primo lui stesso si lascia educare, il lasciarsi educare, per un'insegnante, significa mantenere aperto un canale verso l'esterno, saper assumere il ruolo di chi apprende, essere elastico di fronte alla realtà in cui si trova,non considerarsi mai "compiuto" mettendo da parte l'ambizione e il senso del dovere. Che cos'è "l'ambizione" è una specie di lavaggio del cervello, a cui ci hanno sottoposto, ci hanno inculcato che senza ambizione non avremmo combinato nulla nella vita. Si sono dimenticati dell'energia e del piacere che si possono trovare nel lavoro. Mentre, chi vive per senso del dovere non ha sentimenti propri; ha solo piaceri e pensieri derivati, come quelli che riescono a ridere solo quando il capo ride o devono sentirsi giustificati prima di ridere oppure l'approvazione rende il loro riso corretto.Insomma come "marionette". Meister Eckhart, un grande mistico tedesco, ebbe a dire: dovete preoccuparvi meno di ciò che dovete fare e pensare più a ciò che dovete essere. Verrai giudicato in base non a ciò che fai, ma a ciò che sei". È l'essere che va trasformato. Educare Il termine deriva da «tirare fuori», «condurre fuori da». L'etimologia presuppone che esista qualcosa in ogni uomo che deve essere scoperto: ogni uomo è insieme un mistero e un progetto da realizzare. Educare diventa, l'azione per far scoprire ai nostri figli e a quanti a noi si affidano, la pienezza del loro essere e aiutarli affinché possano a loro volta diventare educatori, ossia liberatori. Cordiali saluti, Giuseppe
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