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Ieri il coord genitori disabili gravi ha incontrato parlamentari Marina Sereni(PD) e Ugo Lisi (AN)



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genitori di disabili gravi: "Lo Stato non ci riconosce. Si faccia carico dei nostri problemi"
Il lavoro di cura è "usurante". Hanno sfilato in corteo a Roma per chiedere di essere inseriti tra le priorità del governo, qualunque esso sia. E hanno incontrato i parlamentari Marina Sereni (Pd) e Ugo Lisi (An)

ROMA - Non si sa quale sarà il futuro prossimo del governo italiano, se Marini riuscirà nell'impresa, se si andrà al referendum ancora possibile o se si andrà alle urne a breve. Sullo sfondo di questo scenario incerto, tuttavia ieri davanti Montecitorio la deputata del Pd Marina Sereni ha detto ai genitori di disabili gravi e gravissimi che "se prosegue la legislatura vi chiameremo, prendiamo in mano il testo base che giace alla Camera in commissione Lavoro, lo emendiamo e procediamo". Stessa disponibilità anche da parte di Ugo Lisi, deputato An, anche lui uscito da Montecitorio per andare a incontrare il corteo di genitori che con lo slogan "Non siamo una discarica sociale!" era partito in mattinata da piazza della Repubblica: obiettivo, chiedere che la proposta di legge sul prepensionamento di chi si prende cura di familiari con disabilità grave e gravissima segua il suo corso.

Il protocollo sul welfare nella stesura originaria del 23 luglio 2007 inseriva anche questo tipo di lavoro di cura tra i "lavori usuranti". Le negoziazioni successive avevano portato a tutt'altro esito. Inizialmente, poi, le risorse per il prepensionamento si riteneva andassero trovate da quelle previste per la 328/00 (da quelle cioè già destinate ai servizi di assistenza), come ricorda la deputata Amalia Schirru, di prima mattina presente in piazza della Repubblica. "Invece bisognava trovare risorse dalla previdenza, non dal sociale" evidenzia Schirru, che è firmataria di una delle proposte che giacciono in Parlamento. Da tutte queste - cinque - la Commissione lavoro ha tratto un testo-base che però non piace ai diretti interessati.

"Le riforme previste sono sulla pelle dei lavoratori e dei datori di lavoro, si pensi alle aspettative non retribuite fino a 6 anni. Chi se lo può permettere?". Per questo Schirru sostiene l´equiparazione con i lavori usuranti: "Non c´è di mezzo solo l´aspetto economico, c´è la qualità della vita di chi si prende cura di un familiare gravemente disabile per 24 ore al giorno per 365 giorni all'anno. Io spero che il nuovo governo assuma come priorità non solo le riforme istituzionali ed elettorali ma anche il prepensionamento, tutte queste famiglie non possono più attendere".
"Già Livia Turco, era il 1999, diceva che il prepensionamento era un atto dovuto e che non si poteva più aspettare", le fa eco Simona Bellini, presidente del coordinamento dei familiari, una figlia e un marito disabili.

Ieri nella capitale c´erano da tutta Italia, isole comprese. Un drappello di una cinquantina di persone - "altre migliaia di familiari sono a casa a dare cure e conforto ai propri cari" - che non vuole più essere invisibile e che ha ribadito parole chiare: "Siamo genitori come tutti gli altri, lo Stato non riconosce i nostri diritti, il governo si deve far carico dei nostri problemi. Ottanta milioni di euro sono tanti - quelli previsti nel testo base della proposta di legge -, quando se ne spendono 45 per aprire siti internet e poi chiuderli (il riferimento è al sito sul turismo, eredità del governo Berlusconi e avviato e subito chiuso dal ministro Rutelli)". E ancora: ''Cari politici, siamo le famiglie più bistrattate della nostra Italia… Vorremmo non arrivare a 40 anni e dimostrarne 80. Quando noi chiuderemo gli occhi i figli saranno a vostro carico e capirete che costano 700 euro al giorno e non 250! Il governo dovrebbe cadere per cose come queste e non per i vostri teatrini". (Elisabetta Proietti)
Fonte: www.superabile.it





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