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24/11/2007 Lettera al Ministro della solidarietà sociale



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Taranto, 24.11.07
PER IL MINISTRO DELLA SOLIDARIETA’ SOCIALE “SOLO LA FORZA DEI BISOGNI SOCIALI PUO’
BILANCIARE I POTERI FORTI DEL PAESE…….
Signor Ministro: qual’è la sede adatta?
Dura da ben 13 anni e 4 legislature la richiesta di attenzione da parte dei genitori che assistono figli disabili
gravi e gravissimi, stanchi ed usurati non soltanto dalle cure prestate ininterrottamente ai propri cari, ma
soprattutto dalla eclatante mancanza di volontà politica del governo di fornire risposte adeguate.
Ha ragione Simona Bellini, presidente del coordinamento nazionale Famiglie di disabili gravi nell’affermare
che veniamo degnati di tiepide e fugaci attenzioni solo in occasione di tragedie consumate tra le mura
domestiche, divenute ormai anche troppo frequenti.
E’ di pochi giorni fa l’intervento a Taranto del Ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, in occasione
della prima conferenza Nazionale “La Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con
Disabilità: principi generali e definizione della condizione di disabilità nella prospettiva dell’ICF- Taranto 22
novembre 2007- Salone degli specchi, Palazzo di città-Piazza Castello
Il secondo, nel giro di pochi mesi.
Nel maggio scorso , in prossimità delle elezioni amministrative , lo stesso desiderava dichiarare ai cittadini di
Taranto quanto stessero a cuore al governo le sorti della nostra città, tanto provata dal dissesto finanziario.
In quella circostanza, gli venne riferito che la realizzazione dei Piani di zona sul territorio cittadino erano
ancora di la’ da venire. Rispose che i fatti degli Enti locali non competono ai Ministri. Vero. Il ragionamento,
come si suol dire, in realtà, non fa una grinza.
Pochi giorni or sono , il 22 novembre 2007 a Taranto durante la presentazione della Convenzione O.N.U. sui
Diritti delle persone con Disabilità, il dott. Franco Ippolito, capo di gabinetto del Ministero della Solidarietà
sociale e coordinatore del seminario, ha dichiarato che: l’ ICF è un metodo per fotografare una persona ed il
suo stato di salute e disabilità: “non si evidenzia ciò che manca, ma ciò che quella persona ha, non
l’inidoneità ma l’idoneità a fare qualsiasi cosa”.
Ad una richiesta di chiarimenti e di caldeggiamento riguardante le misure economiche da adottare nella
prossima finanziaria in materia di prepensionamento dei genitori di persone affette da disabilità grave , il
Ministro ha eccepito che “la sede non era la piu’ adatta” per disquisizioni sul tema proposto
Ora, che l’atteggiamento comune di fronte all’handicap contenga una forte dose di rimozione rientra nei fatti
umani, oseremmo dire, logici.
Il distacco delle istituzioni, quello no, non riesco proprio di accettarlo perché ci avvilisce, aggiunge
umiliazione al disagio.
Per questo motivo, desidereremmo davvero comprendere, signor Ministro, qual è la sede adatta per riferire a
chi ci governa i nostri bisogni , le angosce del quotidiano.
E’ davvero necessario cercarla , ci creda, magari al confine della rupe Tarpea .
Il resto conta poco. E’ logica di scenario, è presenzialismo fine a se’ stesso. E’ – per dirla alla Simona Bellini
– teatrino politico, per il quale, tra le cure estenuanti da prestare e lavoro fuori casa, non rimane veramente
tempo. Alla prossima, signor Ministro.
Mariapia Vernile
Presidente ass. CUAMJ-Taranto





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