27/06/2007 genitori disabili gravi dalla Rai a Montecitorio:Vi circondiamo con i nostri problemi
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Tre giorni di mobilitazione per il Coordinamento che chiede il prepensionamento dei genitori di disabili gravi e gravissimi: l’appello alla Rai per una informazione più completa, l’audizione in Commissione Lavoro alla Camera sulla proposta di legge che raccoglie le loro istanze
ROMA - C'è una piccola carrozzina davanti al famoso e imponente cavallo della Rai, di fronte alla sede romana di viale Mazzini: sopra non c'è seduto nessuno e c'è solo una fotografia, quella di una bambina che per poter vivere ha bisogno ogni giorno, per tutto il giorno, dell'assistenza dei suoi genitori. Loro, mamme e papà, ci sono, insieme ad altri madri e padri di disabili gravi e gravissimi: idealmente abbracciano l'intero complesso della televisione di Stato. La loro è al tempo stesso una vibrata protesta, una forte provocazione e una precisa richiesta, scritta a caratteri cubitali nello striscione posizionato sotto gli alberi, a favore di telecamere: "Dateci attenzione, vi circondiamo con i nostri problemi". Ad una stampa "che presta attenzione solo a gossip, siparietti politici e trash di ogni genere", chiedono di emergere dal buio del silenzio informativo, domandano di dare spazio alle loro storie, di andare nelle loro case "per capire di cosa parliamo", di informare i cittadini su quella proposta di legge, attualmente all'esame della commissione Lavoro di Montecitorio, con la quale si punta ad equiparare il lavoro di cura dei genitori di questi figli disabili ai lavori usuranti, consentendo così il loro prepensionamento. Cioè, per queste mamme e papà, una possibilità concreta di poter "uscire dalla prigione nella quale siamo confinati, senza aver commesso alcun reato se non quello di amare i nostri familiari: una prigione che non è rappresentata dalle gravissime menomazioni dei nostri cari, né dal lavoro di cura, senza alcuna sosta, che dedichiamo loro, ma dall'impossibilità di poter contare sui più elementari diritti costituzionali: riposo, salute e partecipazione alla vita sociale". Richieste rivolte di persona a Carlo Romeo, responsabile del Segretariato sociale Rai e a Luigi Malesani, responsabile dei Rapporti istituzionali, che hanno ricevuto a nome dell'azienda del servizio pubblico radiotelevisivo i rappresentanti dei genitori, promettendo "una più puntuale informazione sul provvedimento".
Quella di fronte alla Rai, replicata anche a Milano, è la prima delle iniziative che il Coordinamento dei genitori di figli gravi e gravissimi ha messo in calendario per il 26, 27 e 28 giugno, in concomitanza con l'audizione che il Coordinamento ha poi tenuto in Commissione Lavoro a Montecitorio: un appuntamento importante, nel corso del quale è stata ribadita ai deputati la richiesta di una rapida approvazione della proposta di legge presentata da Katia Bellillo (Comunisti italiani) e sostenuta da uno schieramento trasversale. Con le carrozzine e i sussidi utilizzati ogni giorno da queste famiglie a fare da sfondo in piazza alla raccolta di firme per la petizione a sostegno del testo in discussione, una delegazione del Coordinamento - dentro il Palazzo - ha ricordato ai parlamentari che "la normativa che vi chiediamo di emanare non è rivolta al disabile ma a chi di lui si cura 24 ore su 24, 365 giorni all'anno, senza alcuna sosta". "Conciliare i tempi dell'assistenza e della cura senza soste con quelli del lavoro, nell'ambito del quale e a causa della propria particolare situazione già i genitori di figli disabili gravi subiscono gravissime penalizzazioni in termini di livelli di responsabilità, carriere e reddito, è - hanno affermato i rappresentanti del Coordinamento - fonte di stress pesantissimi che di fatto riducono notevolmente il livello globale di salute e le aspettative di vita". Ecco dunque che l'approvazione del provvedimento significherebbe, secondo i genitori, una risposta concreta all'appello del presidente della Repubblica che a Firenze, alla Conferenza della Famiglia di fine maggio, ricordò quelle "troppe famiglie poste nell'impossibilità di crescere e di assolvere funzioni essenziali".
Centotredicimila sono finora i cittadini che hanno firmato la petizione a sostegno del prepensionamento. E a questi - e la cosa in tempi di confronti fra governo e parti sociali ha la sua importanza - si è unito anche il segretario confederale della Cisl Sergio Betti: "Riconoscere il lavoro di cura dei familiari che assistono un familiare disabile grave alla pari dei lavori usuranti" - si legge in una nota - "è una prima e necessaria risposta per queste famiglie: i provvedimenti legislativi imminenti sulle pensioni e lavori usuranti certamente sono un'opportunità da utilizzare in favore dei familiari che assistono un familiare disabile grave". La richiesta precisa è quella di un pensionamento anticipato di dieci anni senza alcuna penalizzazione economica. "Certamente" - dice Simona Bellini, portavoce del coordinamento - "lo scoglio maggiore è rappresentato dalla disponibilità economica per il Fondo, ma ora l'importante è sancire il principio con l'approvazione delle legge". "Chiediamo semplicemente" - le fanno eco le altre mamme - "di poter avere, una volta arrivati ad una certa età, alcune ore a disposizione per noi stesse, per poter condurre una vita più normale, per non doverci alzare alle quattro del mattino per poterci fare una doccia". "Le nostre vite sono segnate dalla presenza dei nostri figli: il nostro è un lavoro che non ha sosta, non conosce Capodanno e Ferragosto, giorni di vacanze o settimane bianche. Tutta la nostra esistenza, i rapporti con gli altri figli, con i parenti, lo stesso vincolo di coppia con il marito e la moglie, è fortemente segnato dalle necessità dei nostri figli in condizioni gravi: non vogliamo smettere di occuparci di loro, l'amore verso di essi è la nostra forza più grande. Vogliamo solo essere messi nelle condizioni di potercela fare". (ska)
tratto da www.superabile.it
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