Cervello topi:rischio ecografia in gravidanza
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Gli esperti: «Solo un'indicazione a non abusare dell'esame» Studio americano: compromessa la capacità delle cellule nervose dell'embrione di «migrare» nella giusta sede STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
Le ecografie in gravidanza sono uno strumento prezioso per controllare che il feto cresca bene e sano. Ma può essere una buona idea non farne più del necessario. Il suggerimento arriva da una ricerca pubblicata sulla rivista dell'Accademia americana delle scienze (PNAS, Procceding o f the national Acadeny of Sciences) dalla quale si evince che, nei topi, l'esposizione prolungata agli ultrasuoni può compromettere uno dei meccanismi fondamentali dello sviluppo del sistema nervoso nell'embrione. Bloccherebbe, infatti, la capacità delle cellule nervose appena formate di migrare fino a raggiungere la sede naturale in cui svilupparsi.
LO STUDIO - Lo studio è stato condotto su 335 topi che sono stati esposti agli ultrasuoni per periodi sempre più lunghi, fino a 30 minuti, nei due-tre giorni precedenti il parto. Vale a dire che sono stati esposti a dose massicce ultrasuoni proprio nel periodo nel quale avviene la migrazione delle cellule nervose e che, nell'uomo, corrisponde circa ai sei mesi. I ricercatori hanno osservato che, nei topi, «un numero di neuroni esiguo, ma statisticamente significativo, non riesce a raggiungere la sua posizione definitiva».
AUMENTO DELLE MALATTIE PSICHIATRICHE - La ricerca è nata proprio dall'interesse di Pako Rakic e degli altri neurobiologi dell'università di Yale autori dello studio, per cercare di spiegare il recente aumento, nei bambini, di malattie psichiatriche che potrebbero essere legate anche ad errori nella migrazione delle cellule nervose, come l'autismo, alcune forme di ansia e fobie. «Ci sono numerosi disordini neuropsichiatrici umani che si ritiene siano il risultato di errori nel posizionamento di cellule come conseguenza di un'anomala migrazione neuronale», osservano i ricercatori.
UOMINI E TOPI - Pur riconoscendo le enormi differenze fra topi e umani, i ricercatori rilevano che «ci sono ragioni per pensare che gli ultrasuoni potrebbero avere, nello sviluppo fetale dell'uomo, un impatto simile o maggiore rispetto a quello osservato nel topo. Sono ragioni legate sia alle dimensioni dei neuroni umani (che nel momento in cui migrano sono appena più grandi di quelli di topo), sia al fatto che il percorso che i neuroni umani devono compiere durante la migrazione è molto complesso e perciò più esposto al rischio di deviazioni».
CONSEGUENZE PRATICHE - Per il neurofisiologo Piergiorgio Strata, dell'università di Torino, «non è un risultato da interpretare come un allarme nei confronti dell'ecografia in gravidanza. Si tratta piuttosto di invocare il principio di cautela, riconoscendo che si tratta di una tecnica utile, ma della quale non si deve abusare. Va fatta solo quando è necessario». Gli autori della ricerca rilevano comunque che i risultati ottenuti nei topi «supportano le raccomandazioni della Food and Drug Administration», l'ente statunitense per il controllo sui farmaci, che mette in guardia contro l'uso di ecografie in gravidanza fatte senza indicazione medica e a scopo commerciale. «È importante - concludono i ricercatori - esaminare i possibili effetti degli ultrasuoni sullo sviluppo della corteccia cerebrale nei primati non umani, nei quali la durata dello sviluppo embrionale, la taglia e la complessità della migrazione cellulare sono più simili a quelli umani».
03 settembre 2006
corriere della sera
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